Il conflitto di coppia: possibili cause e possibili rimedi

Il conflitto di coppia: possibili cause e possibili rimedi

In una coppia, litigare può anche essere un modo per confrontarsi, per conoscersi, per mediare soluzioni condivise… Accade molto frequentemente, per esempio, nella delicata fase in cui si passa dall’innamoramento all’amore, quando si inizia a vedere l’altro per quello che è veramente e, quindi, a conoscerlo per davvero. Il detto popolare ‘L’amore non è bello, se non è litigherello’, può quindi avere un fondo di verità, anche da questo punto di vista. A ciò si aggiunga che le coppie che non litigano possono avere modalità molto più disfunzionali di quelle che litigano . Può accadere, per esempio, che uno dei due aderisca adesivamente alla volontà e quindi alle scelte dell’altro, rinunciando così alla sua posizione, per non dire ad esistere; oppure che uno dei due o entrambi abbiano perso la speranza di essere ascoltati dall’altro, o ancora che sia subentrata una stanca indifferenza.

Quando si litiga troppo, però, occorre comprendere quali sono le cause profonde e non consapevoli del conflitto che sta minando alle sue basi l’unione e attrezzarsi per risolverlo, reimpostando la relazione su nuove basi, o attingersi a scioglierla.

 

Le cause: il mancato soddisfacimento delle aspettative manifeste e ‘nascoste’

Ogni coppia, quando si unisce, è come se stipulasse due diversi tipi di patto: dichiarato e latente. Il patto dichiarato è una reciproca dichiarazione di impegno nella relazione. Se i due si sposano, la effettuano anche pubblicamente. Se, invece, non si sposano, resta più implicito, ma è comunque l’elemento fondante della relazione. Gli elementi costitutivi del patto dichiarato sono l’attrattiva reciproca dei due membri della coppia, la consensualità, l’impegno a rispettarsi, a fidarsi l’uno dell’altro e a rimanere uniti. Il patto dichiarato contiene in sé forti elementi di progettualità: la coppia si proietta nel tempo, ha una tensione etica, affettiva e può avanzare ipotesi generative.

Il patto dichiarato non ‘esaurisce’ le motivazioni dell’unione e dell’attrazione fra i due. Dal punto di vista psichico, infatti, ogni unione è sostenuta anche da un patto segreto inconscio che è costituito da un intreccio su base affettiva della scelta reciproca e può essere definito come un incastro di bisogni, fantasie inconsapevoli, speranze e persino paure che i due membri della coppia si aspettano di appagare nel rapporto. La natura del patto segreto ha origine, prima di tutto, nella storia personale dei partner e nei modelli genitoriali ‘assorbiti’ da ognuno di loro, nelle carenze che hanno avuto e che avrebbero la fantasia non consapevole di soddisfare grazie all’altro, nel contesto socio culturale di appartenenza che contribuisce a determinare il sistema di credenze e di aspettative di ciascun membro della coppia rispetto all’unione a cui dà origine.

Il conflitto e la crisi di coppia che ne consegue può scaturire dal tradimento del patto manifesto e/o di quello latente. Di solito, avviene o ci se ne rende conto in uno dei momenti più cruciali del ciclo di vita di una coppia come: la fase iniziale della convivenza, la nascita dei figli, l’inizio di un nuovo lavoro, una crisi economica, l’adolescenza dei figli, la perdita dei genitori o quando i figli vanno ad abitare per conto proprio. In maniera quasi sempre inconsapevole, la coppia può cercare una nuova contrattazione del patto latente e trovarla oppure non farla, continuare a litigare e rischiare di rompersi.

 

La possibile soluzione: la terapia di coppia e la gestione del conflitto

In una coppia, quindi, il conflitto, quasi sempre è caratterizzato da dinamiche che sfuggono a entrambi i partner e causano continui fraintendimenti comunicativi, incomprensioni, solitudine e disagio. La psicoterapia di coppia consente di esplicitarle e di comprenderle, con un miglioramento della comunicazione e della relazione. A differenza di quello che si pensa comunemente, l’obiettivo della terapia di coppia non è portare i partner a rimanere necessariamente insieme, bensì aiutarli a ottimizzare le loro modalità relazionali.

Per raggiungere questi obiettivi, il conflitto viene letto come un momento funzionale all’uscita da una situazione di stallo. Il terapeuta, quindi, cerca in primo luogo di scoprire, insieme ai due membri della coppia, una modalità comunicativa basata sull’autentico ascolto dell’altro, aiutando entrambi ad uscire dalla dinamica di chi ha torto e di chi ha ragione, per promuovere un dialogo basato soprattutto sulle emozioni, le sensazioni e le percezioni di entrambi i membri della coppia quando sono in relazione fra loro, quando si rapportano con i figli, i genitori, gli amici… Il tentativo, in altre parole, è quello di andare al di là della rabbia per comprendere le emozioni che sottende come la sensazione di solitudine, l’abbandono, l’incomprensione, il non sentirsi visti, ascoltati, accolti, compresi e così via. A questo punto, se ci sono le condizioni, si cerca di costruire una nuova narrazione della storia relazionale dei due partner per costruire una terza storia che non sia né quella di un partner né quella dell’altro, ma quella generata dalla collaborazione dei due e, quindi, maggiormente condivisa. Si vengono così a costruire nuovi schemi e nuovi equilibri relazionali che, di solito, sono meno rigidi e più disponibili all’adattamento al modificarsi degli eventi di vita. Viene da sé che il patto manifesto e quello latente si ridefiniscano. Se tutto questo non è possibile, i due si pongono nella prospettiva della separazione.

Il ruolo del terapeuta non termina non appena i due giungono dall’avvocato. La terapia di coppia, si rende particolarmente utile per altri motivi. Intanto per negoziare gli accordi separativi. Poi per aiutare i due partner a mantenere un adeguato ruolo genitoriale ed educativo con i propri figli, ruolo che, proprio per il bene dei figli, dovrebbe sempre essere negoziato, condiviso e fatto rispettare da entrambi i genitori. E, infine, per fare in modo che la rabbia che normalmente scaturisce dalla rottura di una relazione possa essere elaborata e sciogliersi, consentendo così, a entrambi i partner, di poter avere altre relazioni, evitando di instaurare le stesse dinamiche fallimentari di quella che si è appena conclusa.