Il sogno e le sue funzioni

Il sogno e le sue funzioni

La nostra mente genera i sogni nelle fasi R.E.M. del sonno che si alternano a quelle No R.E.M. per circa 4 o 5 volte nel corso della notte, per la durata complessiva di un’ora e mezza.

Quasi sempre non li ricordiamo, a meno che, come accade nel caso degli incubi, siano i sogni stessi a svegliarci oppure altri stimoli come, per esempio, il suono della sveglia, la sensazione di avere freddo o l’esigenza di soddisfare un bisogno fisiologico, come andare in bagno oppure bere. Anche se non li ricordiamo, i sogni svolgono comunque le loro importanti funzioni.

Gli psicologi cognitivisti, per esempio, rilevano che, mentre sogniamo, si attiva nel nostro cervello un processo di recupero e fissazione delle informazioni nella memoria e si scaricano, le tensioni e le negatività accumulate nella fase di veglia.

La psicoanalisi riserva un posto di elezione ai sogni che Freud ha definito nei termini di via regia per l’accesso all’inconscio di cui ci aiutano anche a comprendere molte caratteristiche come, per esempio, l’alogia, l’atemporalità e l’aspazialità. In altre parole, nei sogni, come nel nostro inconscio, non vigono le stesse ‘regole’ che disciplinano il mondo reale: accade di trovarsi all’interno di una casa che è la nostra e non è la nostra, di essere contemporaneamente in due posti lontanissimi fra loro, di vivere, nello stesso tempo, in due epoche storiche differenti, di percorrere distanze chilometriche voltando semplicemente lo sguardo, di essere adulti e bambini, maschi e femmine, di parlare con i morti e che questi ci rispondano, di non doverci misurare con la forza di gravità, di avere ‘poteri’ speciali, come per esempio, poter volare, e persino di essere immortali.

I sogni possono essere considerati come l’apparato digerente della nostra mente: con le loro immagini e la loro trama, ci ripropongono le esperienze di vita che abbiamo vissuto e che sono per noi pregne di significato. In particolare, i sogni ci ripresentano i traumi e tutte le angosce ad essi collegate che abbiamo vissuto e non abbiamo ancora elaborato: ci aiutano a rivederne le immagini, le sequenze e le sensazioni proprio perché possiamo, anche senza rendercene conto, accoglierli nel loro significato emotivo, stemperarli e trasformarli.

I sogni possono essere considerati come un ponte fra ciò che viviamo e il nostro modo di sentirlo. Hanno il potere di ‘tradurre’ rendendole simbolizzabili anche le nostre angosce più profonde, quindi anche quelle di cui non siamo consapevoli, ma che possono condizionare pesantemente, senza che noi ce ne accorgiamo, il nostro modo di leggere e interpretare la realtà. Ci dicono molto di come ci rapportiamo con gli altri, di come li consideriamo, delle paure e dei desideri che abbiamo quando ci relazioniamo con loro e di quali sono gli aspetti che ci possono portare a fraintendere i loro comportamenti. Ci spiegano come ci rapportiamo con noi stessi e come siamo stati trattati dai nostri genitori, come pensiamo, come affrontiamo le nostre difficoltà e quali sono gli aspetti che proprio non tolleriamo del nostro modo di essere e del nostro comportamento.

Per tutti questi motivi, i sogni chiedono di essere interpretati e compresi nel loro significato nascosto. Il loro interlocutore privilegiato è il terapeuta che può farlo grazie alle libere associazioni del sognatore.