Proiezione: un meccanismo di difesa molto insidioso

Proiezione: un meccanismo di difesa molto insidioso

Come tutti i meccanismi di difesa, anche la proiezione, scatta in automatico, senza che chi la attua se ne renda conto o lo scelga, allo scopo di proteggersi dall’angoscia. Consiste nell’attribuire ad altri sentimenti, desideri o aspetti propri non riconosciuti in se stessi. E’ un modo per allontanare da sé qualità, sentimenti o emozioni di cui si rifiuta ogni coinvolgimento personale. Può accadere, per esempio, che uno studente zelante, per un motivo occasionale, non abbia studiato e sia convinto che il prof. lo rimproveri con lo sguardo durante la lezione: attribuisce, in altre parole, al prof. i suoi autorimproveri. Oppure che una persona, mentre è al supermercato, pensi che ruberebbe volentieri delle birre e ritiene che gli altri clienti presenti nello stesso punto vendita lo abbiano capito e lo stanno tenendo sotto osservazione perché attendono faccia una mossa falsa per denunciarlo. O ancora, che la stessa persona non riesca a riconoscere il proprio desiderio di rubare la birra e pensi che siano gli altri a volerla rubare.

Meccanismo di difesa considerato fra i più primitivi, consiste sostanzialmente nel porre inconsapevolmente all’esterno le cause del proprio malessere. Fra gli esempi più diffusi, si possono considerare: il malocchio o le superstizioni - del gatto nero, dell’anno bisestile, del venerdì 17 etc. Nei casi più gravi, è alla base dei disturbi paranoidi che possono portare una persona a sentirsi perseguitata dagli altri, anche senza giustificati motivi. Una persona, per esempio, può arrivare a non uscire da casa poiché pensa che tutti la vogliano ammazzare. In realtà, potrebbe trattarsi della proiezione sugli altri del proprio odio nei confronti del genere umano.