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Laura Barbasio

© 2026 - Laura Barbasio

Psicologa - Psicoterapeuta

 

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Psicologa - Psicoterapeuta

Disturbi Trattati

Ansia, panico e fobie

ansia

 “La nostra ansia non viene dal pensare al futuro, ma dal volerlo controllare”.

Khalil Gibran

L’ansia è uno stato di tensione e agitazione persistenti e diffuse. Può essere sempre presente o comparire solo in particolari circostanze, come, per esempio, negli spazi aperti. Lo stato emotivo che determina può essere associato a una condizione di allerta che si esplicita con un eccesso di preoccupazione e reazioni esagerate rispetto alle situazioni in cui ci si trova. Si manifesta con diversi sintomi come l’irrequietezza, la facile affaticabilità, la difficoltà di concentrazione, i vuoti di memoria, l’irritabilità, la tensione muscolare, la difficoltà ad addormentarsi o a mantenere il sonno.

 

L’attacco di panico suscita un’intensa paura ed è un disturbo che compare all’improvviso per raggiungere il suo picco nell’arco, di solito, di 10 minuti. Si manifesta con diversi sintomi come le palpitazioni (il cuore batte molto forte, salta dei battiti o batte in maniera accelerata), la sudorazione, il tremore, la sensazione di soffocamento e di asfissia (sembra di non riuscire a respirare), il dolore al petto (si teme di avere un infarto), la nausea, il dolore al ventre, le sensazioni di sbandamento, il timore di impazzire, di morire e di perdere il controllo, le sensazioni di torpore, i brividi o le vampate di calore. Di solito, chi ha sofferto di un attacco di panico tende ad evitare le situazioni in cui gli è venuto, per il timore possa ritornargli.

 

Le fobie sono paure specifiche estreme e irrazionali per qualche cosa che non rappresenta una reale minaccia e con cui gli altri si confrontano senza particolari difficoltà. Può accadere, per esempio, di essere molto spaventati alla vista di particolari animali, come ragni, gechi o insetti oppure in particolari ambienti, come gli spazi aperti o quelli chiusi, come l’ascensore, il treno, l’aereo o l’automobile, o ancora nei contesti in cui si ha a che fare con sangue, iniezioni o ferite, come per esempio, negli ospedali o dal dentista.

 

L’ansia e il panico sono campanelli di allarme. Indicano la presenza di un disagio psicologico le cui cause vanno indagate, scoperte ed esplorate, affinché possano attenuarsi, fino a sparire. Le fobie sono, invece, riconducibili a pensieri o a vissuti considerati inaccettabili da chi ne soffre. Rievocarli e risignificarli con il lavoro terapeutico ne consente la remissione.

Ossessioni e compulsioni

ossessione

 L’ossessività è la ripetizione rituale, liturgica di gesti che, proprio perché già compiuti e conosciuti, rassicurano il soggetto sul loro esito. Non c’è insomma pericolo di sperimentare fallimento e frustrazione”.

Vittorino Andreoli

Le ossessioni sono pensieri, impulsi o immagini ricorrenti e persistenti che esulano dalle ‘normali’ preoccupazioni della vita reale. Appaiono intrusivi o inappropriati e causano ansia o comunque un marcato disagio. Chi ne soffre si rende conto che sono infondati e, per sopprimerli o neutralizzarli, si sente costretto a compiere determinate azioni (compulsioni) che possono comportare un notevole dispendio di tempo e consistono in particolari rituali come, per esempio, chiudere i rubinetti per non avere una giornata particolarmente sfortunata oppure lavarsi continuamente le mani per lo stesso motivo, assicurarsi più volte che la porta di casa o quella dell’auto sia chiusa o, ancora, pulirsi continuamente le scarpe.

 

Le ossessioni e le conseguenti compulsioni sono quasi sempre un modo per tenere a bada emozioni e angosce di cui chi ne soffre ignora la vera l’origine. Chiedere aiuto e indagarne insieme al proprio terapeuta le cause è il primo passo per affrontarle e stemperarle, fino a farle scomparire.

Disturbi Alimentari

disturbi alimentari

 “L'alimentazione ci tiene in vita e rende l'esistenza più piacevole, ma può diventare un'ossessione, come nella bulimia, o essere rifiutata fino al rischio di morire, come nell'anoressia”.

Vittorino Andreoli

A volte, il cibo può essere vissuto come un nemico: se ne possono mangiare quantità spropositate, fino a stare male, come nel caso della bulimia e del binge eating disorder (abbuffate), oppure si può controllare ogni briciola che si introduce nel proprio corpo, per il desiderio di essere sempre più magre, motivo per cui ci si sottopone anche a estenuanti attività fisiche.

 

Le cause dei disturbi alimentari sono da attribuire a un insieme di problematiche di tipo relazionale, sociale e intrapsichico. Affondano le loro radici nelle difficoltà di separazione e di individuazione rispetto alla figura materna e si inseriscono in un contesto familiare spesso complesso, da analizzare insieme a un terapeuta.

Disturbi Sessuali

disturbi sessuali

 “Il sesso è la consolazione che si ha quando non si può avere l’amore”.

Gabriel García Márquez

I disturbi sessuali possono manifestarsi in modi diversi e chiedere aiuto per cercare di risolverli, può sembrare un’ardua impresa: si prova vergogna, si è imbarazzati, si ha paura di essere etichettati, si teme il giudizio.

 

In realtà, dall’anorgasmia (mancanza di orgasmo) al vaginismo (spasmo involontario della muscolatura vaginale che impedisce la penetrazione), dalla dispaureunia (dolore durante la penetrazione) all’eiaculazione precoce, fino alle difficoltà erettili e alle parafilie (travestitismo, voyeurismo, esibizionismo, sado-masochismo etc.), i disturbi sessuali sono la manifestazione di un dolore psichico e di profondi timori di contatto con l’altro da indagare, per poter andare oltre.

Insonnia

insonnia

 Dio benedica chi ha inventato il sonno, mantello che avvolge i pensieri di tutti gli uomini, cibo che soddisfa ogni fame, peso che equilibra le bilance e accomuna il mandriano al re, lo stolto al saggio”.

Miguel de Cervantes

Può manifestarsi con la difficoltà di addormentarsi, con dei risvegli nel cuore della notte oppure la mattina, anche molto prima che la sveglia suoni. In ogni caso, impedisce che il fisiologico bisogno di sonno venga soddisfatto, comportando così disagi che non possono rimanere inascoltati, come per esempio, eliminando il problema con l’assunzione di calmanti o ipnoinducenti.

 

L’insonnia è il chiaro segnale di fatiche emotive che vanno al di là dell’impossibilità di dormire ed esigono di essere viste ed ascoltate, anche nella prospettiva di scongiurare l’insorgere di altri sintomi.

Depressione e Distimia

depressione

La depressione è l’assenza di ogni tipo di emozione, è un senso di morte che per chi ne soffre è assolutamente insostenibile. È proprio l’incapacità a provare emozioni che rende la depressione così pesante da sopportare”.

Erich Fromm

La depressione è un disturbo dell’umore. Spesso non scaturisce da un particolare evento dell’esistenza di cui si mantiene memoria. Ha un impatto considerevole sulla vita di chi ne soffre che, quasi sempre, si sente molto solo e non compreso dalle persone che gli stanno vicine e cercano invano di consolarlo o indurlo ad agire poiché lo considerano svogliato. Può colpire anche chi ha una vita apparentemente soddisfacente e si manifesta con disagi quali: un umore costantemente depresso, irritabilità, mancanza di interesse per quello che si fa, assenza di desideri, insonnia o ipersonnia, mancanza di energia, agitazione o rallentamento psicomotorio, perdita o acquisto di peso, difficoltà di concentrazione, pensieri ricorrenti di morte, ideazione suicidaria e soprattutto sensi di colpa e bassa autostima.

 

La depressione ha origini molto lontane e profonde nella vita di una persona e può essere spesso ricondotta a traumi, lutti, separazioni e perdite non elaborate. La psicoterapia consente di riavviare il processo vitale che, in maniera del tutto inconsapevole, in qualche modo, un giorno, si è interrotto.

Vuoto Esistenziale

vuoto esistenziale

‘Sono il vuoto, non sono diverso dal vuoto, né il vuoto è diverso da me; in realtà, il vuoto sono io’.

Jack Kerouac

Apparentemente, è una sofferenza che non ha motivo di essere. Chi ne soffre può anche aver raggiunto ‘obiettivi di vita’ importanti: un partner con il quale potrebbe stare bene, un lavoro anche prestigioso, quello che da sempre si desiderava esercitare, dei figli di cui chiunque sarebbe soddisfatto, una casa capace di suscitare l’invidia di molti… Eppure, chi soffre di questo disturbo, non prova nessuna soddisfazione. Avverte la sua esistenza come priva di senso, non riesce ad abitare la sua quotidianità, nei confronti degli altri si sente indifferente, superiore oppure prova vergogna e percepisce se stesso come falso perché, a ben guardare, non sa chi è, in un vuoto inconfinabile.

 

Il vuoto esistenziale pone le sue radici in un fragile senso di identità. La psicoterapia consente di recuperare la capacità di entrare in un’autentica intimità emotiva con se stessi e con gli altri e di trovare il senso e lo scopo del proprio vivere.

Lutto e Separazione

lutto

“Alla sua tomba come a tutte quelle su cui piansi, il mio dolore fu dedicato anche a quella parte di me stesso che vi era sepolta”.

Italo Svevo

La perdita di una persona cara, del lavoro, di un animale domestico, la separazione coniugale e persino un trasloco o la dedizione ad un’attività lavorativa diversa da quella consueta. Sono cambiamenti molto difficili da accettare, anche perché, ogni perdita, ravviva quelle precedenti e può portare a galla le problematiche di ieri non del tutto risolte. Assorbono moltissime energie e lasciano in uno stato di spossatezza che può sembrare non avere fine. Sono causa di rabbia e dolore, emozioni che, se non riconosciute, accolte, accettate e comprese, possono lasciare dei profondi solchi nella vita di una persona.

 

Elaborarli e risignificarli per stemperarli o per scioglierli è uno dei possibili obiettivi di un percorso terapeutico.

Difficoltà coniugali

difficoltà coniugali

“Le liti non durerebbero mai a lungo, se il torto fosse da una parte sola”.

François de La Rochefoucauld

Può accadere che una relazione di coppia sia stanca, che non si abbiano più rapporti sessuali, che venga a mancare la progettualità dell’essere in due, oppure che si litighi ad ogni occasione o, ancora, di sentirsi molto soli insieme al proprio partner e si resti insieme ‘soltanto’ perché ci sono dei figli o senza che se ne conoscano le ragioni.

 

In tutti questi casi, la comunicazione a due, per qualche motivo, si è interrotta. Analizzare insieme ad un terapeuta le dinamiche che causano il ‘blocco’ può essere la soluzione più indicata per scioglierlo. Si potrà così comprendere e soprattutto sentire se è possibile costruire nuovi equilibri oppure recidere il legame, senza le pesanti conseguenze che la separazione spesso comporta, anche per i figli.